AMBIENTE e SALUTE

La chiamavano “TEMPESTA PERFETTA”

... e nessuno poteva immaginare cosa sarebbe stata in grado di fare...

Nell’ottobre 1991 la fusione di due aree di depressione, un consistente afflusso di
aria calda dal sud e di aria fredda dal nord, insieme all’umidità proveniente dalle
perturbazioni della corrente del Golfo, confluirono simultaneamente con l’aria
fredda di forti venti di nord-est e l’aria calda di altrettanto forti venti di nord-est
dando origine a una tempesta di eccezionale potenza sopra una vastissima area.
Poiché la tempesta si verificò senza gli avvertimenti tipici di un uragano, i pescatori
e le piccole imbarcazioni già in mare dovettero fronteggiare alla sprovvista
condizioni simili a quelle di un uragano.

LA CRISI

Nel 2022 la crisi delle materie prime, unita al caro carburanti, oltre alla guerra in Ucraina in un periodo non particolarmente facile (stavamo uscendo da una pandemia durata un biennio) sta rendendo più leggere le nostre tasche oltre a mettere in crisi i bilanci aziendali di piccole e medie imprese di mezzo mondo, particolarmente in Europa. Gli aumenti dei prezzi nel 2022 ci comunica l’ISTAT, impatteranno tra i 500 e i 1.500 euro per ogni famiglia europea.

Nel settore del Beauty & Cosmetica a livello mondiale, non va tanto meglio viste le stime dei prezzi al rialzo. Si parla di aumenti dei costi di produzione del 25-30% con un impatto anche su quasi tutti i materiali per la produzione industriale ed artigianale.
L’effetto stimato attualmente per il sovra costo energetico nel 2022 è di circa 80 milioni di euro per l’intero gruppo cosmetico di cui solo la metà a carico della divisione Beauty. Ma cosa ha scatenato l’impennata dei costi di carta, plastica vetro e prodotti agricoli?

Ovviamente ad averci portato sul ciglio del burrone sono stati una serie di fattori.

La prima tessera del domino, semplificando brutalmente, è stato il blocco totale delle attività causa Covid-19 a livello globale nel 2020. Allo stop è seguito un inverno particolarmente rigido, che ha ridotto gli stock di gas quasi ovunque.
Quando la pandemia ha allentato la morsa, tutto il mondo si è rimesso in moto nello stesso momento e questo ha generato una domanda di carta, cotone, plastica, vetro, alluminio e altri materiali smisurata rispetto al potenziale di stoccaggio e alla velocità di produzione. La crisi dei carburanti, con aumenti del 500%, ha quindi fatto il resto facendo esplodere i costi dei trasporti che si sono poi riversati sulle materie prime. Il più classico dei circoli viziosi.
L’industria cosmetica mondiale, che vale 500 miliardi di dollari, è alle prese con le conseguenze della guerra in Ucraina, visto che i produttori di cosmetici in tutto il globo utilizzano alcol a base di cereali e barbabietole oltre ad altre sostanze organiche per i loro profumi e olio di girasole per i loro cosmetici, vale a dire le colture principali dell’agricoltura Ucraina.
La crisi energetica innescata dalla guerra ha anche fatto esplodere i prezzi di vetro e carta, mentre il blocco delle produzioni in Cina (2020-2021) ha impedito alle aziende di procurarsi i componenti per produrre gli imballaggi per profumi e rossetti etc.

GLI AUMENTI DEI PREZZI

Ma esattamente di che cifre stiamo parlando?

Il prezzo del gas in dieci mesi è aumentato del 500%. Il cotone ha fatto registrare una crescita del 104%. Il grano pochi giorni fa ha toccato il suo record in Europa, arrivando ai 297 euro per
tonnellata. Il mais in sedici mesi ha fatto registrare un +77%. La carta costa il 70% in più rispetto al 2020. Il caffè (miscela arabica) è schizzato del 59%. I rincari del gas europeo spingono in alto il prezzo dell’energia elettrica in Italia, che risulta, rispetto al periodo pre-Covid, aumentato del 393% (19 aprile 2022), aggravando le tensioni già esistenti prima del conflitto, quando il PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’ energia elettrica) evidenziava un aumento del +333% rispetto
a gennaio 2020.
Sono molte le materie prime le cui quotazioni risentono in maniera pesante del conflitto, in particolare gli effetti risultano evidenti per il prezzo del frumento. Anche gli aumenti delle quotazioni di nichel e zinco (+154% e +96% dal pre-Covid) sono da imputare per circa la metà al periodo post-conflitto. Per olio di semi di girasole, acciaio, mais e petrolio la guerra incide per quasi la metà degli aumenti rispetto al pre-Covid: +151% olio di semi di girasole rispetto a prima della pandemia, +217% acciaio, +113% mais, +72% petrolio Brent, che si attesta sopra i 100 dollari al barile. Altro rialzo importante è quello del fertilizzante urea e nitrato di ammonio, il
cui prezzo è oggi del +388% rispetto a gennaio 2020, anche in questo caso con
un’accelerazione dopo l’inizio della guerra.

Se le grandi aziende, che hanno margini di profitto più elevati, una maggiore solidità finanziaria e flessibilità per affrontare la situazione, la sfida o per meglio dire “la tempesta perfetta” è particolarmente impattante per le piccole e medie imprese oltre che per il consumatore finale che si troverà di fronte a scelte, da un lato economiche e dall’altro etiche-sociali.

Oggi nel Beauty & Cosmetic perseguire filosofie produttive basate sull’alta qualità
delle materie prime, fino alle mani del consumatore finale comporta sostenere costi
più elevati rispetto solo all’anno precedente. Chi decide di affrontare questo periodo
con determinazione e consapevolezza senza cedere a compromessi dovrà lottare e
stringere i denti.

Non lasciarsi travolgere dalla “disruption” cercando di generare nuovi fattori motivazionali permanenti soprattutto basati sul rispetto della vita, della natura e del prossimo.

Forse sarà una svolta definitiva per chi nell’etico e nel pulito ci crede veramente e sta già attuando con tutte le forze questa filosofia nel lavoro e nella vita. Solo la resilienza a questo periodo metterà poi in evidenza le differenze tra gli strilloni del “green washing” che continuano imperterriti ad occultare l’impatto ambientale e umano negativo di ciò che producono cercando di ottenere solo vantaggi di natura economica contrariamente a chi sta già vivendo in chiave etica e sostenibile attraverso gli sforzi e i gesti del quotidiano.

Michele Gogna

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